Chi si nasconde dietro le quinte della musica indipendente italiana? Proviamo a fare chiarezza,  passando in rassegna le etichette protagoniste del settore. In fondo all’articolo trovate una playlist della label in questione.

Oggi parliamo di: Picicca Dischi.

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C’erano una volta i Blume, che in tedesco vuol dire fiore, con Francesca  Storai alla voce,  Matteo Zanobini e Dario Brunori ai synth e alle chitarre ed un album d’esordio pubblicato nel 2006 per Pippola Music. Quattro anni più tardi le carte in tavola cambiano completamente: Dario, Matteo e Simona Marrazzo mettono in piedi Picicca Dischi, una label indipendente nata ad hoc per promuovere il secondo disco della Brunori Sas, Vol 2: poveri cristi. Tra la nascita dell’etichetta, nel 2010, e il quarto, acclamato album della società ad accomandita semplice più celebre del neo-cantautorato italiano, la Picicca ne ha fatta di strada, pubblicando negli anni una buona manciata di roba pettinata, per dirla alla loro.

Noi di Picicca vediamo la questione come se fosse una famiglia. Ma non in senso fricchettone.
Ci facciamo le fatture. (Matteo Zanobini)

Grazie al buon riscontro ottenuto con il secondo album della Brunori Sas, la famiglia Picicca si prepara a diventare numerosa.  Già nel 2012, ci pensa l’esordio in italiano di Maria Antonietta ad accrescere il fattore curiosità, così come l’entrata di Dimartino nel roster dell’etichetta. Il suo Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma allontanarsi ogni tanto è utile resta ad oggi una delle uscite più interessanti della label.

Arriva il 2013 e la passione dell’etichetta per il cantautorato made in Italy  non cambia, testimoni l’eponimo album de Il Sindaco (Quasi Mono Records/Picicca) e il rinnovato progetto dei fratelli Giuradei. La ciliegina sulla torta poi ci pensa a posarla il talentuoso (e divertentissimo) duo pisano dei Gatti Mezzi con il loro Vestiti Leggeri.

Dopo un 2014 all’insegna del ritorno dei Non Voglio Che Clara (L’amore finché dura, produzione Picicca/Sony) e del terzo LP targato Brunori Sas, sono invece due livornesi doc a uscire per l’etichetta: Bobo Rondelli e il suo Come i carnevali (Picicca/Sony BMG), seguito da Andrea Appino, al suo secondo disco solista. A chiudere il 2015 in bellezza ci pensano intanto Ciao ciao bell’amore mio di Nicola Faimani aka Nico, già bassista di Dente,  il doppio EP di Lucio Corsi, giovane promessa di Picicca, e soprattutto lo spettacolo teatrale di Dario Brunori, che per l’occasione trasforma la Sas in Srl.

Un anno di tempo per riprendere fiato e la label ritorna più in forma di prima: siamo solo alla metà del 2017, ma l’etichetta del trio Zanobini-Brunori-Marrazzo ha già sfornato il Bestiario musicale di Lucio Corsi, la collaborazione tra Dimartino e Fabrizio Cammarata in un Un mondo raro, disco alla scoperta del Messico di Chavela Vargas, e il quarto, meraviglioso capitolo della Brunori Sas.

In attesa dell’ennesima dritta pettinata dell’etichetta, un ripasso dei migliori singoli targati Picicca su Spotify non può fare che bene: