Chi si nasconde dietro le quinte della musica indipendente italiana? Proviamo a fare chiarezza,  passando in rassegna le etichette protagoniste del settore. In fondo all’articolo trovate una playlist della label in questione.

Oggi parliamo di: Maciste Dischi.

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L’etichetta di musica forzuta con ”il cuore sempre in erezione” muove i primi passi nel mercato discografico italiano tra il 2014 e il 2015, con e causa dei romani Jonny Blitz. Dopo un primo anno di assestamento, in cui l’etichetta tasta il terreno del sottobosco musicale italiano, promuovendo piccole realtà indipendenti (Le Ceneri e i Monomi, Galoni, Bue, Roipnol Witch, Cento), Maciste Dischi è pronta a fare sul serio e si presenta al grande pubblico con una serie di compilation online. I tre volumi di “Musica Forzuta”, accompagnati da altrettante grafiche a cura di Mattia Iacono, Spugna e Marco Brancato, fanno il giro del web e regalano all’etichetta e al suo manager, Antonio “Gno” Sarubbi le prime soddisfazioni.

Con l’obiettivo ambizioso di voler puntare ai grandi circuiti del business musicale italiano, l’etichetta passa i successivi due anni di vita alla conquista del piccolo schermo. Il 2015 è in questo senso l’anno chiave per Maciste: dopo il premio al Mei di Faenza come miglior etichetta giovane italiana, la label partecipa alla nona edizione di X Factor con Sara Loreni e la sua loop station. Basterà aspettare qualche mese e cambiare canale, per ritrovare altri due artisti del team Maciste in gara nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2016. I Siberia presentano “Gioia” al festivàl senza però riuscire ad arrivare in finale. Una sorte simile tocca a “Mentre ti parlo” di Miele, la cui eliminazione farà molto discutere a causa di un errore tecnico del sistema di voto, che aveva precedentemente dato per vittoriosa l’artista siciliana, per poi correggersi e premiare “Amen” di Francesco Gabbani.

Dopo la ‘scottatura’ sanremese, il riscatto nazionalpopolare arriva tra la fine del 2016 e il 2017. Prima l’esordio dei Canova con “Avete ragione tutti”, poi il misterioso debutto di Gazzelle e il suo “Superbattito” ci mettono poco a conquistare le bacheche e le cuffiette di mezza Italia, permettendo al gruppo milanese e all’artista romano di girare in lungo e in largo lo Stivale, per rispettivi tour di oltre cento date. Il premio Keep On Live vinto a inizio settembre dai Canova, come una delle band più apprezzate dal vivo, non fa che confermare il momento positivo dell’etichetta, così come ribadisce l’avventura manageriale in solo di Sarubbi, che al seguito della Dark Polo Gang colleziona un disco di platino (“Caramelle”) e ben tre dischi d’oro (“Twins”, “Cono Gelato” e “Sportswear”).

Se al momento la forza dell’etichetta si è dimostrata principalmente attraverso il cantato in italiano, con probabile approvazione di Mara Maionchi (vedasi la recente sbroccata ad X Factor con i The Noiserz),  è anche vero che un’attenzione per la musica in inglese non manca, come dimostra la produzione dell’ultimo album dei The Please. Dopo una serie di ingressi e dipartite, l’etichetta sembra comunque aver trovato il suo equilibrio e la squadra definitiva su cui puntare. Oltre ai già citati Gazzelle, Canova, Siberia e il cantautore milanese Pollio, a completare il team definitivo ci pensano l’ultimo arrivato Cinemaboy, volto già noto al pubblico di Amici per la sua partecipazione all’edizione 2016/2017 del talent con lo pseudonimo di Mike Bird, e soprattutto Galeffi, artista romano che sta già facendo parlare di sé senza aver ancora pubblicato nulla.

In attesa di capire come la label deciderà di sorprenderci in questa seconda metà del 2017, non resta che approfondire quanto di meglio prodotto da Maciste Dischi negli ultimi anni  in una comoda playlist di Spotify