Allora, la storia la sanno tutti: Channel Orange è in uscita, e Frank dichiara di aver amato un uomo, si dichiara bisessuale, pare proprio abbia chiuso il suo coming out con tali parole: “two gust is megl che one”. Un’operazione di marketing oculata, che però non raggiungerà mai i livelli di quella di Tiziano Ferro, che l’outing l’aveva fatto appena prima dell’uscita della sua autobiografia (nella quale poi, a quanto pare, aveva spiegato a tutti i dettagli sulle sue “Sere Nere”). Ora potremmo discutere davvero a lungo di quanto questa trovata pubblicitaria influenzi o meno l’ascolto ed il giudizio dell’album, ma son parole che mi risparmio volentieri, la novità vera è un outing che fa rumore all’interno di un movimento come quello nigga che di robe del genere ne aveva viste poche ed evitate molte.
Frank Ocean ha 24 anni, ed è un ibrido tra Eto’o, Kanye West e la bandana di Tupac. Cominciò la sua carriera buttando giù testi per gente come Justin Bieber e John Legend, finì per diventare membro di spicco degli OFWGKTA di maestro Tyler, The Creator. Nel 2011 pubblica Nostalgia, Ultra, un mixtape che lo porta all’attenzione dei grandi niggaz (Kanye e Jay Z), tanto che la voce di franchino bello appare in Watch The Throne.
Ed eccoci qui a Channel Orange, uscito (quasi) a sorpresa una settimana fa su iTunes.
L’ascolto non è immediato, il tutto è molto elaborato, per un risultato abbastanza sorprendente. Lo $wag è ridotto ai minimi termini, i veri protagonisti sono la voce, i temi trattati, le atmosfere e lo stile d’interpretazione, che non presenta sbavature di alcun genere; scarna la lista delle collaborazioni, che presenta Earl SweatshirtAndre3000 e John Mayer.
Quando l’album comincia a girare, parte Start, intro di Channel Orange, ed è subito apoteosi: Tritono dell’iPhone, l’intro di una Play Station 1 in avvio, e parte subito Street Fighter 1. Chi scegli Frank? Ryu o Dhalsim? Mentre, chiaramente, orientiamo la nostra scelta verso Dhalsim, ci ritroviamo in Thinkin’ Bout You, traccia tanto bella che mostra tutta la sua sensibilità, la sua delicatezza. Capiamo subito dove Ocean vuole arrivare, e siamo tanto più curiosi.
Tutto l’album è pieno di liriche costruite bene, mai fuori luogo, arrangiamenti perfetti, un’atmosfera deep che se ci finisci dentro poi non te ne esci facilmente, bei synth a bassa frequenza che si sposano con le percussioni ovattate al punto giusto.
Super Rich Kids è un colpo al petto, in controtendenza, nelle sue liriche, con ciò che convenzionalmente i nigga proclamano, per la sua critica verso la ricchezza ostentata, attraverso una storia che parla di bambini viziati.
L’album di Frank Ocean è pieno della narrativa di Frank Ocean. Crack Rock è storia di droghe, in uno scenario semplice anche se decadente, che col suo andare soft ci sbalza in Pyramids.
Pyramids amici miei è una bomba, poche ciance e tanti ∆, 10 minuti quasi epici, un vortice. Bad Religion ci sembra subito una cover dei Coldplay, poi si rivela per quel che realmente è, una ballad tutta strazio e soffocare, franchino bello che si racconta ad un tassista, tra i suoi soliti falsetti. Il tassista secondo me l’ha capito, gli ha dato conforto, così come la religione, quella bad.
Frank Ocean non ha avuto paura, ha impressionato tutti (chi più, chi meno), facendo il Frank Ocean.
Channel Orange è un grande album, franchino bello ha la strada spianata, un carisma sottile ma importante, e vuoi vedere che magari diventerà davvero il numero 1?

Frank Ocean – Channel Orange

10.2 €