Una delle più grandi paure dell’uomo, dopo la morte, la solitudine e uscire di casa con lo smartphone scarico è sicuramente il cambiamento. Cambiare è un atto di coraggio che si riesce a portare a termine solo dopo un importante esame di coscienza, alla ricerca delle cose da lasciarsi alle spalle e di quelle da migliorare.

È così che Alex Turner, dopo 22 secondi di jingle pubblicitario di fine anni ’60, inizia a cantare nel sesto disco della sua band, gli Arctic Monkeys.

I just wanted to be one of the Strokes
Now look at the mess you made me make

Una frase che in poche ore è già diventata il simbolo indelebile del disco, nonostante l’oramai 32enne Turner abbia cercato in tutti i modi di cambiarla e riscriverla senza, però, riuscirci. E forse è giusto così: gli anni sono trascorsi, Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not oramai fa parte del passato, la barba è cresciuta e Alex – volente o nolente – è cambiato radicalmente.

Tranquility Base Hotel & Casino nasce come un disco solista di 8 tracce scritte e composte dallo stesso front-man e solo dopo si trasforma in ciò che stiamo ascoltando noi oggi, grazie unicamente alla miglior rock-band in circolazione: gli Arctic Monkeys.
Il quartetto, mutato apposta per l’occasione, è riuscito a dar vita a un concept-album che è la colonna sonora di un’opera sci-fi a cavallo tra i 60s e i 70s, cantata da Serge Gainsbourg (di Je t’aime… moi non plus) e Mina (di Mi Sei Scoppiato Dentro il Cuore), composta da Morricone (di Vergogna Schifosi) e Nino Rota (di Tre passi nel delirio) e diretta da Jean-Pierre Melville (di Le Samouraï) e Stanley Kubrick.

Un’ipotetica istantanea del Tranquillity Hotel, tratta dal film Le Samouraï

In questa opera Alex Turner recita il ruolo di Guido Anselmi (il protagonista di  di Fellini): un artista al massimo della sua fama che però ha perso lo spirito creativo per il suo prossimo lavoro. La chitarra non riesce più a soddisfarlo e ciò che ne esce è qualcosa di sterile e senza anima; solo dopo mesi di agonia e tormento ritrova l’ispirazioni al pianoforte, uno Steinway Vertegrand per la precisione (come canta in The Ultracheese), regalatogli dal suo manager nel giorno del 30esimo compleanno.

La crescita e il cambiamento della band sta principalmente nelle liriche, dove Turner, ispiratosi a David Foster Wallace e Neil Postman, si lascia alle spalle le storielle sulle bravate notturne e sulle cotte adolescenziali e ci racconta l’attuale condizione umana tra binge-watching infiniti (in Star Treatment), leader politici vestiti come wrestler (in Golden Trucks) e applicazioni di rating in un mondo manipolato dai governi (in Four out of Five). Il tutto ambientato all’Information-Action Ratio, una taqueria immaginaria sulla Luna colonizzata dalla specie umana, dove l’uomo ha accesso libero a un’infinita quantità di informazioni, facendolo credere un tuttologo, ma rendendolo in realtà impotente di specializzarsi in qualunque cosa.

Alex Turner negli studi di registrazione La Frette, 1969 2017

THBC è il primo album della band a suonare come un vero album, sfiorando di poco l’etichetta ‘suite‘: non ci sono brani che trainano il disco, né tantomeno hook da stadio o riff memorabili. Il prodotto è stato pensato per un ascolto profondo e ripetuto dell’intera opera, dove Alex veste i panni di un gentile crooner con una camicia bianca sbottonata che performa in un jazz bar bevendo whiskey torbato tra una canzone e l’altra. È la voce di Serge Gainsbourg che incontra lo stile di Frank Sinatra e canta sui molteplici suoni di Pet Sounds dei Beach Boys con una forte accento del Tennessee (lo stesso di Sweet Dreams, TN).

Il cambiamento (radicale) è avvenuto: la coraggiosa fusione tra Arctic Monkeys, The Last Shadow Puppets e Alex Turner solista (quello di Submarine EP) è stata portata a termine nel migliore dei modi e ora si aprono le porte di un nuovo mondo per la band, non solo musicalmente.
Gli Arctic Monkeys lasciano definitivamente il pianeta indie, dopo averlo colonizzato per 12 lunghi anni e si spostano appunto sulla Luna, in una Las Vegas retro-futuristica, nella loro base esagonale costruita dalla mente aliena di Alex Turner.

Tracce consigliate: The Ultracheese, Star Treatment, Four Out of Five