Rakim Mayers, in arte A$AP Rocky, è un giovane rapper proveniente da New York. Nel 2011 si porta al centro delle attenzioni mondiali firmando un accordo da 3 milioni di dollari con la casa discografica RCA Records, per poi far uscire nello stesso anno il mixtape d’esordio LiveLoveA$AP, caratterizzato da uno stile non prettamente influenzato dalla scena della sua città d’origine, ma anche dal southern hip hop, in particolare la scena Houstoniana, e dai generi di musica più disparati, come possiamo notare dai sample utilizzati nelle basi strumentali.

Long.Live.A$AP è il primo vero album per una major, l’album definito da Rocky stesso come quello della maturità poichè, ci spiega, è finalmente giunto alla notorietà, tema chiave di molte tracce, potendosi permettere featuring di alto livello come quelli con Kendrick Lamar, Drake, Skrillex, Santigold e vari altri. Le premesse per un buon album ci sono tutte: droga, soldi, un talento cristallino che freme per sfondare anche nel panorama hip hop mainstream, il buzz intorno al disco che cresce a dismisura, anche per i numerosi rinvii dell’uscita sul mercato. Finalmente possiamo ascoltarlo e non delude minimamente le aspettative: le basi prima di tutto sono di gran livello: tra i produttori spiccano Clams Casino, che firma Hell e LVL, di natura più atmosferica e moody; Hit-Boy, che in Goldie sembra appena uscito da un videogioco anni ’90, mentre in 1-Train si dimostra pronto a spaccare tutto; Danger Mouse in Phoenix, e addirittura Skrillex in Wild for the Night, riuscita combinazione fra base reggae e  battaglie a colpi di pistole laser rosse.
I temi trattati non variano più di tanto dai clichè classici di sesso, soldi e droga, ma sono affrontati con piglio personale ed in modo molto intenso ed esplicito.
La title-track parla della classica vita da rapper, esordendo con “I thought I’d probably die in prison”, per poi riprendere nel ritornello i grandi autori greci e latini sostenendo che, nonostante il corpo sia mortale, le opere di una persona vivranno per sempre, e questo album verrà ricordato nei secoli dei secoli. Ovviamente.
PMW (All I Really Need) invece si distacca dall’erudizione classica della prima traccia, rimanendo su temi comunque di enorme rilevanza socio-politica: la figa, i soldi e l’erba. Perchè alla fine “Pussy, Money, Weed / That’s all a nigga need” potrebbe essere scontato, ma è sempre meglio rimarcare il concetto.
Fuckin’ Problems è una delle bombe del disco: 2 Chainz canta un ritornello che rimane in testa per mesi, Drake fa vedere finalmente non il lato frocio e malinconico ma anche quello cattivo e Kendrick Lamar spacca il pezzo con il verso finale. Lamar che si ripresenta (sarà un caso?) anche nell’altra bomba 1-Train: tiratissima, senza ritornelli, versi su versi che cadono come pioggia di fuoco, le collaborazioni fenomenali: Action Bronson, Big K.R.I.T., Danny Brown, Joey Bada$$ e Yelawolf farebbero di tutto per non abbassarsi a prendere quel degradante treno e sfoggiare invece le loro macchinone costose. C’è spazio nel finale anche per la serietà e la riflessione però: Suddenly parla di come la fama sia piombata sul giovane Rocky all’ improvviso e dei cambiamenti nella sua vita e non si sia abituato ancora alla falsità del mondo che lo circonda: “I swear this famous shit just happened overnight/For sure these hoes was so uptight, but now they so polite/All I see is fake love, smiles, and overbite”.
Un ottima riconferma per A$AP Rocky, un disco pieno di idee dall’inizio alla fine, curato e coinvolgente. Lunga vita e prosperità.

Racomended Tracks: 1-Train, Fuckin’ Problems.