iceage

Il prossimo giugno i danesi Iceage torneranno a farci visita in Italia per ben tre live: Roma, Padova e Ravenna. In attesa del loro live il 04 giugno al Beaches Brew, festival con il quale abbiamo inaugurato una nuova partnership, abbiamo colto la palla al balzo, e ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con il good-looking frontman della band, Elias Bender Rønnenfelt

Si è parlato di tour, di meteo, di Musica Della Mafia, e del loro ultimo disco, Plowing Into The Field Of Love, tanto apprezzato da noi giovani cervi. Non siamo riusciti, ahinoi, a chiedergli chi sia il suo coiffeur.
Buona lettura:

DW: Ciao Elias, per prima cosa, di chi è stata inizialmente l’idea di formare la band, e perché?

E: Non abbiamo mai avuto un’idea. Diciamo che è accaduto quasi per caso. Un amico doveva lasciare per un po’ degli strumenti nell’appartamento di Jacob.. e noi eravamo dei ragazzini annoiati.

DW: Com’è crescere in un paese come la Danimarca? Durante l’inverno avete poche ore di luce solare, mentre in estate raramente vedete il buio più completo. Pensi che questo fattore incida sulle vostre influenze musicali?

E: No, non penso che il meteo della Danimarca abbia alcun impatto sulla nostra musica. È stata l’educazione che ho avuto a Copenaghen, invece, a rendermi quello che sono oggi. Non che io abbia mai provato altro, ma non cambierei nulla di come sono andate le cose.

DW: Cosa ci dici dei testi dei vostri brani, da dove vengono fuori?

E: Da me.

DW: Andando indietro nel 2011, com’è stato andare per la prima volta in America? Avevate solo circa 19/20 anni, e in quel periodo vi vedevano ancora tutti come un “a bunch of young punks”. Che tipo d’esperienza è stata quella, dunque? Come l’avete vissuta?

E: Allo stesso tempo travolgente e quasi precisamente quello che mi sarei aspettato da un’esperienza simile.
L’America è come qualunque altro posto, piena di ogni cliché che immagini esista, ma in modo totalmente proporzionale. A me piacciono i cliché. Siamo tornati tutti completamente o quasi pazzi. Ci vuole un po’ ad abituarsi ad alcuni posti che ci sono in quel continente, ma ora comunque mi piace molto di più l’America.

DW: Da dove è venuta l’idea di un album a metà tra il country e l’hardcore? È stata una scelta basata sulla scena musicale incontrata lì in America, o è qualcosa che è capitato così a caso, durante le sessioni in studio?

E: In realtà non penso sia un album a metà tra country e hardcore.

DW: Com’è stare in tour? Come lo vivete e cosa vi piace di più dello stare in giro, visitare posti e incontrare gente?

E: Il tour può essere il paradiso, l’inferno, e tutto quello che c’è in mezzo. A me piace dare, e mi piace non essere uno che la mattina deve trovare un motivo per alzarsi.

DW: Quali sono le vostre influenze musicali?

E: Per quanto riguarda gli altri non saprei rispondere, vengono da posti differenti. Per me invece, la maggior parte delle volte, le influenze sono a livello inconscio.

DW: Come riesci a gestire tutti I tuoi progetti musicali? Per esempio, se hai l’ispirazione per un nuovo pezzo, come riesci a capire se quel pezzo poi sarà un nuovo brano degli Iceage, dei Vår o del più recente progetto, Marching Church?

E: Non saprei, non riesco a spiegarlo esattamente. Diciamo che ho sempre una marea di idee, e se non riesco a realizzarne una vuol dire che devo crearne ancora.

DW: Come riesci a mantenere un equilibrio tra i vari progetti?

E: Dove le cose porteranno rimane sempre una visione offuscata, che pian piano rivela se stessa con il tempo e con il duro lavoro.

DW: Cosa c’è nel futuro degli Iceage? Avete già qualcosa in mente?

E: Tanto, tanto touring. Abbiamo anche ricominciato a comporre e registrare qualcosa, a tempo perso.

DW: Siete già stati in Italia qualche anno fa, e presto tornerete per alcune date estive. Cosa sai della musica italiana, consoci qualcosa?

E: Mi piace molta musica italiana degli anni ’60. Ho ascoltato alcune compilation di quegli anni, Italian Graffiti, ad esempio. Grazie ad una di quelle compilation ho scoperto Mina, sulla quale poi abbiamo basato la nostra canzone Morals. Poi, recentemente, ho anche ascoltato la raccolta La Musica Della Mafia.

 

Bene, dopo queste ultime ed interessanti rivelazioni di Rønnenfelt, vi lasciamo proprio all’ascolto di Morals, e vi diamo appuntamento alle date estive degli Iceage.

Con la collaborazione di Alessandro Previdi.